Le Regaglie: la parte più vera della cucina ciociara
Le Regaglie:
la parte più vera della cucina ciociara
In Ciociaria, quando si parlava di regaglie, si parlava di rispetto. Non erano scarti. Erano parti precise del pollo: fegato, cuore, ventriglio, collo e zampe. Ogni elemento aveva una destinazione. Ogni gesto una logica.Tra le cucine di Isola del Liri, Sora e i paesi lungo il fiume Liri, quando il pollo entrava in casa si utilizzava tutto. Senza eccezioni.
Il significato del termine
Il termine richiama l’idea di qualcosa che “spetta”, quasi una piccola parte riservata. Non a caso il fegatino era considerato il boccone più pregiato, spesso destinato al capofamiglia o ai bambini.
Il trattamento prima della cottura
La tradizione non lasciava spazio all’improvvisazione.
Passaggio in aceto
Fegato, cuore e ventriglio venivano lavati e passati rapidamente in acqua e aceto, poi risciacquati.
Questo serviva a:
eliminare impurità
attenuare l’odore ferroso
rendere il gusto più pulito
migliorare la consistenza in cottura
Era una forma di igiene naturale, frutto dell’esperienza.
Le zampe: sbollentate e poi unite alle regaglie
Le zampe venivano prima sbollentate per circa 5 minuti, poi pulite accuratamente.
Dopo questo passaggio venivano aggiunte insieme alle altre regaglie nella preparazione del sugo o del brodo.
La sbollentatura:
facilitava la pulizia della parte esterna
eliminava impurità iniziali
evitava che il sugo diventasse torbido
permetteva il rilascio graduale del collagene
Ed è proprio quel collagene che rendeva il ragù più corposo e naturalmente denso.
Come si usavano le regaglie nella cucina ciociara
Le regaglie non avevano un solo destino.
1️⃣ Nel ragù per la pasta
2️⃣ Nel ripieno del pollo arrosto
3️⃣ In umido
4️⃣ Nel brodo
Soprattutto collo e zampe, per dare corpo e consistenza alla minestra delle feste.
Ricetta Tradizionale: Ragù di Regaglie Ciociare
Ingredienti per 4 persone
400 g di regaglie (fegato, cuore, ventriglio)
2 zampe già sbollentate
500 g di passata di pomodoro
1 cipolla dorata piccola
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
½ bicchiere di vino bianco secco
Prezzemolo fresco
Sale e pepe q.b.
400 g di fettuccine fresche all’uovo
Preparazione
Dopo il passaggio in aceto e la sbollentatura delle zampe, tagliare le regaglie a pezzi piccoli.
In una casseruola soffriggere cipolla e aglio nell’olio.
Unire le regaglie e le zampe, rosolare 7–8 minuti.
Sfumare con vino bianco.
Aggiungere la passata di pomodoro.
Cuocere a fuoco dolce per circa 40 minuti.
A fine cottura aggiungere prezzemolo tritato.
Cuocere la pasta, scolarla al dente e saltarla nel ragù.
Il sugo deve risultare denso, avvolgente, strutturato.


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